Scarica cliccando qui la 20a puntata di Quelli che il Rugby
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Le convocazioni azzurre e la vicenda Brunel saranno al centro della puntata. Spazio anche a Coppe Europee, Trofeo Eccellenza e Serie A. Dunque tanto azzurro, presente e futuro, ma anche uno sguardo rivolto al passato, precisamente a chi ha reso grande quell’azzurro, il compianto Ivan Francescato di cui ieri ricorreva il dodicesimo anniversario della scomparsa.
Primo ospite della serata l’ex presidente della Capitolina Claudio Tinari, colui che al termine della stagione 2008/2009, con la società bluamaranto in rotta di collisione con l’allora Lega Rugby d’Eccellenza e la Fir, decise per il ritiro dei suoi dal massimo campionato. Con lui si è parlato di federazione, franchigie zonali, campionato, problemi italiani.
“Il programma stilato dalla commissione di ristrutturazione dei campionati di cui ho fatto parte – ha ricordato Tinari – deliberò che i nostri club sarebbero entrati in Challenge soltanto in veste di selezioni zonali. Poi ci siamo venduti al campanile e ai club stessi, che sostenevano di non riuscire a far quadrare i conti senza proporre ai propri sponsor una vetrina europea. Ribadisco: secondo me è stato un grandissimo difetto di programmazione e io, avendolo fatto notare, sono diventato uno ‘zombie del rugby italiano”.
Quali rimedi allora? Un cambio di poltrone? “Di poltrona ce n’è una soltanto. Gli altri sono figuranti. Il problema è che questa ‘teocrazia’ non sta costruendo dirigenti, figure che abbiano esperienza a livello internazionale. Regna l’improvvisazione. Dondi è allora costretto a gestire tutto. Lo fa anche bene, ma era già dirigente quando io giocavo nelle giovanili. Era il ’75!”
Nella seconda parte della trasmissione parola a Elvis Lucchese, giornalista del “Corriere del Veneto” autore con Andrea Passerini del libro “La finta di Ivan”, la toccante biografia di un grande campione quale era Ivan Francescato che ha lasciato un vuoto immenso nella pallovale nostrana

