
La cronaca
Inizio nervoso.
L’Italia tenta di imporre ordine e rigore: ci si aggrappa all’affidabilità della mischia, si prova spesso a avanzare col carrettino e con le giocate vicino al raggruppamento, ogni tanto si azzardano giocate a largo.
Le Fiji impongono la loro fisicità devastante, ed il mismatch è subito evidente: conquistano metri ad ogni possesso, grazie anche ad un gioco poco disordinato in cui alle incursioni con i kili e i muscoli degli avanti si alternano le fiammate dirompenti dei tre quarti, che corrono, passano, creano e sfruttano la superiorità numerica, trovano il buco e conquistano il vantaggio: sempre
Al 10’ c’è la meta isolona con Talemaitoga, nata da un pallone perso in un raggruppamento a metà campo.
Al 13 i tre quarti azzurri escono finalmente dal torpore modenese e producono la prima azione degna di nota. Ma non va.
L’indisciplina fijiana per fortuna ci tiene a galla. Bergamasco per due volte (14’, 17’) accorcia dalla piazzola.
Gli azzurri ci provano ancora: ogni tentativo però è spezzato dalla pressione difensiva figiana; ogni parvenza di giocata è sterile, parte 10 metri dietro la linea del vantaggio e produce poco o niente.
Le folata a largo degli isolani fanno invece sempre male e portano metri su metri. La difesa almeno resiste; e le Fiji si accontentano di mettere fieno in cascina dalla piazzola (25’ e al 28’). 6-13
Al 37’ ancora Bergamasco al piede: 9-13
Al 40’ un fallo di Castrogiovanni (per gioco a terra) ci lascia in 14 e in pratica regala altri 3 punti. Andiamo negli spogliatori sotto di 5 punti. 9-16
Ad inizio della ripresa seppur con un uomo in meno l’italia si anima di un’altra attitudine. Più volenterosa, più costruttiva. Vai cosi. Maciniamo metri, raccogliamo punti. Sempre al piede, ovvio. Al 43’ e al 53’ due calci di punizione ci riportano ad un punto di distanza. 15-16.
Torniamo in 15. Si fa male Orquera: entra Bocchino. In campo, finalmente, una mediana (Gori – Bocchino) giovane e italiana.
La partita si scalda. Le Fiji calano fisicamente, perdono smalto in attacco e si scompongono in difesa. Al 60’ L’Italia finalmente passa in vantaggio : 18-16
Mancano 20 minuti alla fine. Occorre gestire il possesso e non sbagliare. Parte l’arrembaggio. Ugo e Riccardo fanno vivere e viaggiare il pallone, Ci parcheggiamo nei loro 5 metri: 1, 2, 3, 4, ,5 , 6, 7, 8, 9 tentativi. Non va. Perdiamo la palla e facciamo fallo a metà campo: meno male che la pedata di Bai è corta.
Al 30’ rubiamo una touche, e ripartiamo all’attaco: è assedio: il Braglia spera. Mallett pure. Niente meta, ancora punti al piede però : 21-16.
Mancano due minuti: pallone alle Fiji: difesa, difesa e difesa. Arriva un’altra punizione e altri 3 punti. 24-16 .
L’arbitro fischia la fine. Sospiro di sollievo. Vittoria. Braccia al cielo, festa in campo e sugli spalti. Meno male è finita così
Marco Ermocida
Domenica sera on line il pagellone


Quante superiorità numeriche sprecate….ci manca freddezza!!!
“Si fa male Orquera: entra Bocchino. In campo, finalmente, una mediana (Gori – Bocchino) giovane e italiana” ….. sì sono concorde con te … bisogna far giocare più spesso i nostri giovanissimi che dovrebbero essere titolari sempre anche in celtic. Se Aironi e Benetton giocano la il motivo era quello di far cresecere i nostri giovani e non di dar soldi agli stranieri
Saluti
Nini Badia Polesine (RO)